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REGOLAMENTO METODOLOGICO (BRANCA R/S)

Art. 1 - MODELLO EDUCATIVO
Il metodo educativo utilizzato dall'Associazione è quello dello scautismo i cui principi fondamentali si trovano nell'opera di Baden-Powell, sono attualizzati nello Statuto e nel Patto Associativo e tradotti in un modello educativo maturato progressivamente nell'esperienza dei capi. Essi sono perseguiti nelle varie branche in maniera adeguata all'età, rispettando i tempi di crescita dei singoli e della comunità. Ad essi si ispirano i progetti educativi dei gruppi e le attività delle unità.

Art. 2 - METODO ATTIVO
In quanto metodo attivo, lo scautismo si realizza in attività concrete proposte alla ragazza e al ragazzo, che sono incoraggiati ad imparare con l‘esperienza e la riuscita ed anche attraverso i propri eventuali errori.
Lo stile con il quale si svolgono le attività è dell'imparare facendo, dando così primato all'esperienza.
Tutte le attività sono realizzate nella semplicità e si fondano sull'uso di mezzi poveri per una concreta educazione a questa virtù e per favorire la partecipazione alle attività di ogni ragazzo, indipendentemente dalle sue condizioni economiche.

Art. 3 - FONDAMENTI PEDAGOGICI
Il metodo educativo dell'Agesci è una proposta educativa che:
- vede i giovani come veri soggetti della loro crescita;
- deriva da una visione cristiana della vita;
- tiene conto della globalità della persona e quindi della necessaria armonia con se stessi, con il creato, con gli altri:
- è attenta a riconoscere valori, aspirazioni, difficoltà e tensioni nel mondo dei giovani.

ART. 4 - I QUATTRO FONDAMENTI DI BADEN-POWELL
Baden-Powell ha posto a fondamento della formazione scout 4 punti:
- formazione del carattere
- salute e forza fisica
- abilità manuale
- servizio del prossimo

Essi sono sviluppati nelle Tre branche con progressione e continuità, servendosi di mezzi adatti a ciascuna età.
- Per formazione del carattere si intende la formazione della personalità, cioè di una relazione positiva con se stessi. L‘educazione del carattere mira ad ottenere le capacità di fare scelte, di scoprire ciò che si può e si vuole essere, di prendersi delle responsabilità, di farsi dei programmi coscienti di vita scoprendo la propria vocazione nel piano di Dio. Essa comprende tutta una serie di virtù umane come lealtà, fiducia in se stessi, coraggio, senso della gioia, ottimismo, rispetto dei diritti, autodisciplina, elevazione del proprio pensiero e dei propri sentimenti.
- Per salute e forza fisica si intende la conoscenza e un rapporto positivo con il proprio corpo in quanto dono di Dio e fonte di relazione con gli altri e con l'ambiente: si intende cioé accettare e avere cura del proprio corpo, ricercare un’alimentazione sana, riposarsi correttamente, ricercare ritmi naturali di vita, esprimersi, vivere correttamente e serenamente la propria sessualità, saper affrontare la fatica, la sofferenza, la malattia, la morte.
- Per abilità manuale si intende una relazione creativa con le cose; l’educazione all'abilità manuale mira ad ottenere un'intelligenza ed una progettualità pratiche; una capacità di autonomia concreta a realizzare, partendo da mezzi poveri, a valorizzare quello che si ha perché lo si sa usare. La riscoperta dell'uso intelligente delle proprie mani porta con sé una serie di comportamenti positivi: la gioia del saper fare, l'accettazione della fatica e del fallimento, la pazienza, la concretezza, l’essenzialità, il buon gusto.
- Per servizio del prossimo si intende l'educazione all'amore per gli altri, al bene comune e alla solidarietà, a scoprire la ricchezza della diversità nelle persone, a vivere e lavorare insieme per costruire un mondo più giusto, a rendersi utili in qualunque momento ciò sia richiesto, mettendo a disposizione le proprie energie e capacità.



Strada, Comunità, Servizio

Art. 1. - Strada, Comunità e Servizio ispirandosi ai fondamenti della formazione scout proposti da B.-P. costituiscono i tre elementi complementari ed indissociabili del metodo R/S da cui derivano le concrete attività della branca. Sono l’espressione della visione globale dell'uomo che è:
- in cammino sulla Strada, esperienza di vita povera ed ascetica, luogo di conoscenza di sé e del mondo, di disponibilità al cambiamento, di impegno a costruirsi con pazienza e fatica;
- disponibile all'incontro con gli altri, alla condivisione di gioie e sofferenze, di speranze e progetti.
La Comunità è luogo di crescita e di confronto attraverso cui si riscopre la propria personalità.
- pronto al Servizio, che diviene modo abituale di relazione con i fratelli. Il mistero della persona viene accolto attraverso l’ascolto, l’impegno per i più piccoli, i più deboli, gli emarginati, il dono delle proprie capacità, creatività, abilità manuale, gioia di vivere.

Art. 5 - LE BRANCHE: PROFILI E SUDDIVISIONE
In relazione alle caratteristiche psicologiche delle successive età dei ragazzi e delle ragazze, il metodo scout si articola in tre momenti specifici, coordinati e progressivi di educazione, denominati branca Lupetti/Coccinelle, branca Esploratori/Guide, branca Rover/Scolte.

La branca Lupetti/Coccinelle si rivolge ai bambini e alle bambine compresi tra gli 8 e gli 11/12 anni e si propone di far vivere loro pienamente la fanciullezza come ricchezza in sé e carne fondamento di una autentica vita adulta.
In funzione dell'Ambiente Fantastico "Bosco" oppure "Giungla", adottato dal gruppo, i bambini e le bambine si uniscono in unità chiamate rispettivamente Cerchio oppure Branco.

La branca Esploratori/Guide si rivolge ai ragazzi ed alle ragazze compresi tra gli 11/12 ed i 16 anni e si propone di favorire la realizzazione di una identità solida capace di entrare in relazione con gli altri.
I ragazzi e le ragazze si uniscono in unità chiamate Reparti.

La branca Rover/Scolte si rivolge ai giovani ed alle giovani compresi tra i 16 ed i 20/21 anni e si propone di favorire la crescita di ciascuno nell'impegno dell'autoeducazione, nella disponibilità al servizio del prossimo, nello sforzo di maturare delle scelte per la vita,
I giovani e le giovani si uniscono in Comunità Rover/Scolte, formate da un primo momento chiamato Noviziato e da un secondo chiamato Clan, se monosessuale maschile o misto, e Fuoco, se monosessuale femminile.

Art. 6 - PROGETTO EDUCATIVO
Il progetto educativo di gruppo elaborato dalla Comunità Capi assicura l'unitarietà della proposta educativa dell'Associazione tra le varie unità, la sua continuità tra le varie branche, il suo adattamento alle accertate necessità dell'ambiente in cui il gruppo vive.
Il progetto educativo di gruppo, che assume forma scritta, si muove all'interno dello Statuto, del Patto Associativo e del Regolamento dell'Associazione. Esso è presentato ad ogni nuovo capo che entra in Comunità Capi, illustrato alle famiglie dei ragazzi e periodicamente ridiscusso secondo le necessità.
Il progetto educativo di gruppo viene concretizzato nei programmi di unità secondo il metodo specifico di ciascuna branca.

Art. 7 - PARTECIPAZIONE ASSOCIATIVA
Le unità partecipano alle attività organizzate dalle zone, dalle regioni e dalle branche a livello nazionale per conoscere altre esperienze e far conoscere le proprie e per qualificare meglio la loro presenza nel territorio, Per quest‘ultimo aspetto le zone operano per facilitare il contatto delle unità con enti locali, gruppi ecclesiali, associazioni giovanili e altri organismi simili.

Art. 8 - AUTOEDUCAZIONE
Aderendo liberamente alla proposta dello scautismo si intraprende un cammino di autoeducazione che rende protagonisti il ragazzo e la ragazza della propria crescita.
Tale percorso si sviluppa attraverso una graduale e consapevole progressione, favorita da esperienze e riflessioni critiche su di
esse, nello spirito della Legge e della Promessa,

Art. 9 - L’EDUCAZIONE AL SERVIZIO
L'intera proposta educativa scout ha il suo fine nella scelta adulta di servire, conseguendo così la propria felicità procurandola agli altri, ad imitazione di Gesù.
L’educazione al servizio del prossimo si attua progressivamente lungo tutto il cammino scout, iniziando dalle buone azioni dei Lupetti-Coccinelle, per passare alla buona azione quotidiana dell'Esploratore e della Guida, fino alla proposta del servizio a carattere continuativo del Rover e della Scolta che lo sceglieranno come stile di vita e atteggiamento che caratterizza l'uomo e la donna della partenza negli ambiti della comunità ecclesiale, della politica e del volontariato.
Il ragazzo e la ragazza vengono così stimolati ad utilizzare le capacità acquisite in una costante testimonianza di attenzione agli altri e di tensione al cambiamento in ogni ambiente di vita.

Art.10 - EDUCAZIONE ALLA FEDE
L‘annuncio del Vangelo anima e sostiene l‘intera proposta educativa dell‘Agesci. Le attività dell'unità, il clima in essa creato, lo stile e l’atteggiamento dei capi costituiscono un luogo privilegiato per l‘incontro personale con Dio e per il cammino di fede del ragazzo e della ragazza.
La fede è vissuta nella Chiesa; la Comunità Capi vive il suo carisma educativo inserita nella vita della Chiesa locale ed offre, con la specificità dello scautismo, un modo di educare alla fede e all‘ecclesialità. A tal fine, gruppi e unità ricercano rapporti costanti e costruttivi con organismi e programmazioni pastorali delle comunità locali, cui prendono parte nei modi e nei momenti appropriati.
Nel fare la proposta di fede nelle diverse età l'Associazione si inserisce nel progetto catechistico della Chiesa italiana, ricono-scendo nel Catechismo per la vita cristiana della CEI il principale riferimento per i contenuti da trasmettere e lo stimolo per l'elaborazione di itinerari originali per condurre fanciulli, ragazzi e giovani verso la maturità della fede.

ITINERARIO DI FEDE

Art. 2. - Obiettivo di tutto l’itinerario è la progressiva apertura alla vocazione dell'uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio e inserito in un intreccio di molteplici relazioni che lo chiamano a lodare Dio, amare il prossimo, vivere nel mondo e averne cura, occuparsi di sé con auto-responsabilità.
La Comunità R/S propone un cammino di crescita dove il messaggio di Gesù, Dio e uomo, è annunciato (evangelizzazione), conosciuto e approfondito (catechesi), celebrato (liturgia) e vissuto (testimonianza) alla luce dell'insegnamento della Chiesa.
È l’incontro con la Parola di Dio che permette di dare solidità alle scelte e di rinnovare le ragioni della speranza e dell'impegno.
La presenza di giovani che hanno già maturato una scelta di fede, accanto a quella possibile di altri ancora in difficoltà, impegna la Comunità R/S ad una ricerca comune attraverso itinerari anche specifici.
Poiché è nella Chiesa che la fede viene vissuta, la Comunità partecipa alla vita della propria Chiesa locale.

Art. 11 - ITINERARI Dl FEDE
L'itinerario di fede parte dalle concrete situazioni della vita dei ragazzi e delle ragazze dentro e fuori le attività scout, per portarli a comprendere come la Parola di Dio illumini tutta la realtà della vita per rivelarne il significato umano, religioso, cristiano. L'annuncio di Gesù Cristo, presente nella vita della Chiesa in cammino verso il Regno, caratterizza l'itinerario di fede attraverso le esperienze dell'ascolto della Parola, della preghiera e della celebrazione del mistero, della testimonianza e del servizio.
Tale itinerario si inquadra nel progetto educativo di gruppo e si attua nelle tappe della progressione educativa scout attraverso la proposta di esperienze e la mediazione di simboli che facilitano l'integrazione tra la fede e la vita.
Corresponsabili dell'educazione alla fede in Associazione sono capi ed Assistente Ecclesiastico, chiamati ad essere testimoni della fede, secondo il loro specifico ministero nella Chiesa. Il servizio diviene efficace e fecondo attraverso l‘esemplarità delle scelte e dei comportamenti; ciò presuppone un atteggiamento interiore di crescita e specifici momenti individuali e comunitari di formazione spirituale.

Art. 12 - PEDAGOGIA SCOUT NELL’EDUCAZIONE ALLA FEDE
La pedagogia scout è ispirata a un modello di uomo, che si esprime negli orientamenti della progressione personale, dalla Promessa alla Partenza, dando vita a uno specifico spirito e stile di vita, i cui valori sono sintetizzati efficacemente nella Legge, nella Promessa e nel motto.
Le esperienze caratteristiche del metodo scout hanno già una valenza religiosa, che - attraverso l’annuncio della Parola e la celebrazione dei sacramenti - fa dello scautismo un'occasione di incontro con il Vangelo e una originale forma di spiritualità cristiana. Le varie fasi del cammino scout si esprimono nello spirito del gioco, nel senso dell'avventura, nella spiritualità della strada: l’educazione alla fede dei ragazzi e delle ragazze trova in questo patrimonio di valori il terreno adatto per una proposta di crescita graduale ed armonica.


Pedagogia SCOUT NELL'EDUCAZIONE ALLA FEDE

Art. 3. - La branca R/S propone ai giovani e alle giovani, nel rispetto degli itinerari personali di maturazione vocazionale, una esplicita e particolare esperienza di fede attraverso la spi-ritualità della Strada, la celebrazione e il confronto nella Comunità, il Servizio come atto di amore. La spiritualità della Strada, nei suoi tratti di essenzialità, fedeltà, sacrificio, precarietà e disponibilità, educa ad una continua conversione secondo l’azione dello Spirito e il tradizionale riferimento a San Paolo ne illumina il senso profondo. La Strada è scuola di fedeltà nella preghiera personale, è attitudine al silenzio e semplicità di cuore per cogliere la voce di Dio e dei fratelli.
- La capacità di ascolto e lettura della Parola viene sviluppata, nella Comunità R/S, secondo le doti e le attitudini di ciascuno, attraverso momenti specifici di formazione. Approfondimenti tematici e letture sistematiche potranno utilmente accostarsi all'uso degli strumenti del metodo.
- A partire dal senso religioso insito nell'esperienza scout, soprattutto nel simbolismo della Strada, il Rover e la Scolta fanno esperienza della liturgia sia nella Comunità R/S che nelle comunità ecclesiali in cui vivono. È attraverso questa concreta esperienza che potranno maturare la consapevolezza di essere parte dell'unica Chiesa Universale che celebra il mistero di Cristo nel tempo. La peculiarità del metodo scout li aiuterà inoltre a entrare nell'universalità dell'esperienza di preghiera e celebrazione della Chiesa.
- L’educazione morale caratteristica di tutta la proposta scout culmina in branca R/S con lo sviluppo di competenze e acquisizioni di valori in vista del Servizio come stile di vita, vocazione a vivere l’a-more di Cristo per l’uomo, in un cammino graduale che renda modalità di vita quotidiana gli atteggiamenti vissuti in occasioni particolari.
- A partire dalle concrete esperienze di ciascun componente la Comunità R/S, la Catechesi stimola una riflessione illuminata dalla fede e dall'insegnamento della Chiesa sull'impegno di solidarietà e di liberazione che ogni uomo deve assumersi
per sé e per i fratelli fino a fare prendere coscienza della missione di evangelizzazione e promozione umana che caratterizza il cammino della Chiesa nel mondo.

Art. 13 - EDUCAZIONE ALL’AMORE E COEDUCAZIONE
Il riconoscimento e la consapevolezza della diversità, della specificità ed originalità di ogni persona, anche in termini affettivo-sessuali, rende fondante e fondamentale la scelta della coeducazione, come valore e strumento, quale tensione educativa che coinvolge tutta la proposta scout.
Crescere insieme vuoi dire cogliere la reciprocità intesa come riconoscimento, accettazione e valorizzazione della diversità sessuale, sociale e culturale dell'altro e come imprescindibilità del rapporto con l‘altro quale occasione per giungere alla piena consapevolezza di sé.
L‘Associazione, conscia che dal rapporto uomo-donna nasce la famiglia umana e scaturisce la vocazione dell'uomo a vivere con l‘altro, propone un cammino che facilita l‘incontro tra i due sessi mediante l‘acquisizione graduale della propria identità di genere, dell'educazione al dialogo e alla collaborazione feconda con l‘altro sesso, nell'armonia del progetto di uomo voluto da Dio Creatore fin dagli inizi dell’umanità,
L‘itinerario di crescita si articola in un cammino personale e specifico che partendo dal sé, dalla scoperta e conoscenza della propria identità e di genere, porti alla scoperta e alla conoscenza dell'altro per instaurare con esso un dialogo ricco, costruttivo, con cui rileggere e riflettere sul proprio modo di essere uomo o donna, superando ruoli e modelli precostituiti,
Con crescente profondità ed intensità lo sviluppo della propria identità sessuata e la relazione interpersonale uomo-donna orientano, nella oblatività e reciprocità, la propria dimensione affettiva e la capacità di amare.



La COEDUCAZIONE

Art. 4. - La Comunità R/S aiuta le Scolte e i Rover a crescere insieme nel rispetto delle reciproche differenze con la fiducia che questo possa favorire e valorizzare la scoperta delle rispettive identità e lo stabilirsi di rapporti umani arricchenti tra l’uomo e la donna, superando ruoli precostituiti. Questo si realizza attraverso la conoscenza e il rispetto del proprio corpo, dono di Dio e strumento di servizio al prossimo attraverso lo sviluppo delle capacità affettive e del rapportarsi agli altri vivendo l’amore come dialogo e dono.
In questo cammino sarà opportuno che la valorizzazione delle differenze avvenga anche attraverso l’equilibrio di attività comuni e attività separate che arricchiscano e facciano maturare un confronto aperto.

Art. 14 - SIGNIFICATO METODOLOGICO DELLA COEDUCAZIONE
Nel suo significato strettamente metodologico, coeducazione significa anche far vivere ai ragazzi dei due sessi esperienze in comune, secondo un progetto educativo unico che preveda attività comuni continuative o frequenti e regolari, Le attività comuni hanno lo scopo di portare i ragazzi a scoprire l‘arricchimento reciproco che essi ricevono, proprio perché diversi, dal vivere esperienze eguali, per quanto concerne le proprie possibilità di espressione e realizzazione personale; valorizzano le caratteristiche positive tipiche dei due sessi e ne favoriscono la reciproca accettazione.
In queste attività il capo pone attenzione nel far vivere l‘esperienza con ruoli e coinvolgimenti differenti a seconda dei diversi tempi di maturazione di ragazzi e ragazze.
Per questo sarà importante:
- rispettare il mistero della persona e i suoi tempi di crescita, ponendo la massima attenzione nella programmazione della attività e nella vita dell'unità;
- aiutare questo processo di scoperta attraverso la testimonianza dei capi quali persone che in modo sereno e maturo testimoniano la propria identità e la sanno mettere in relazione con l'altro.
Questi obiettivi possono essere conseguiti attraverso unità monosessuate, parallele o miste.
Per le unità monosessuate, al fine di una completa e armonica dimensione educativa, è opportuno favorire periodicamente l'incontro e le attività con unità di altro sesso.
La diarchia dei capi, quale modello di riferimento di relazione adulta uomo/donna, è importante strumento educativo anche in unità monosessuali.
Le unità miste prevedono, ove opportuno, anche attività separate per ragazzi e ragazze, ai fini di favorire un più completo sviluppo dell'identità sessuale,


Art. 15 - EDUCAZIONE POLITICA
L‘educazione alla politica è presente in modo intrinseco nello scautismo che per sua natura abitua i ragazzi a vivere in comunità e li aiuta ad affrontare problemi di rapporti di gestione che ne derivano.
I valori del metodo scout indirizzano, inoltre, verso la scelta della solidarietà, intesa ad affermare e difendere il primato assoluto della persona umana e della sua dignità.
L‘educazione politica richiede una precisa intenzionalità da parte dei capi educatori: essa deve infatti considerare il ragazzo, e con esso l'unità, soggetti politici attivi e passivi all'interno della realtà che li circonda.
Il ragazzo deve cioè essere aiutato a rendersi consapevole dei diritti e dei doveri sociali che ha, attraverso azioni reali e con-crete: di analisi critica delle situazioni alla sua portata di comprensione che lo vedono o lo possono vedere coinvolto; di progettazione, con l'unità e con altre forze presenti sul territorio interessato, di soluzioni, adeguate alle sue capacità, risolutive del problema individuato; e di partecipazione personale efficace per il raggiungimento delle soluzioni stesse.
L‘educazione alla politica è favorita anche dalla testimonianza dell'impegno politico vissuto dai capi, nel rispetto delle compatibilità indicate dall'Associazione, e dalla presenza attiva della Comunità Capi in quegli ambiti del territorio dove le sue specificità di associazione educativa la chiamano.

Educazione POLITICA
Art. 5. - La Comunità R/S è momento prezioso di esperienza politica e di democrazia anche attraverso l’esperienza concreta del Servizio. La Comunità vive la scelta della solidarietà per la costituzione di una nuova cittadinanza aiutando i giovani e le giovani a divenire protagonisti attivi della vita civile e sociale del nostro Paese e della vita della nostra Associazione ad essere cittadini del mondo. Per questo ogni Rover e Scolta è chiamato:
! alla conoscenza attenta della vita e della gente sul territorio;
! al confronto e al dialogo costruttivo con gli altri senza pregiudizi, imparando a gestire i conflitti in modo positivo;
! a saper prendere decisioni in modo democratico all’interno della Comunità, nel rispetto dei singoli partecipanti, in vista di una progressiva capacità di cogestire la vita della comunità insieme ai capi;
! ad essere capaci di progettare interventi che rispondano a reali esigenze del territorio;
! a saper stabilire relazioni e rapporti negli ambienti di lavoro, della scuola, nelle istituzioni locali e nelle Associazioni che creino e facciano maturare la cultura della solidarietà;
! a stabilire un rapporto equilibrato e sobrio con le cose, sviluppando la consapevolezza della necessità di un utilizzo equo e giusto della ripartizione dei beni per il raggiungimento del benessere e della pace nel mondo;
! alla legalità, quale mezzo per far crescere la coscienza civile e la lotta agli atteggiamenti di tipo mafioso;
! alla responsabilità, favorendo occasioni di inserimento e di esperienze che richiedano una presenza e la partecipazione via via più personale.
! alla condivisione e a vivere il proprio impegno di Servizio specialmente con i più piccoli e i più deboli in quelle realtà dove esistono situazioni di emarginazione e sfruttamento.


Art. 16 - VITA COMUNITARIA
Lo scautismo è una proposta di vita comunitaria, in cui ciascuno sviluppa la propria identità e ha un suo ruolo, e in cui l’impegno e la responsabilità del singolo sono indispensabili per la crescita della comunità,
L'esperienza comunitaria aiuta il ragazzo e la ragazza ad acquistare fiducia in se stessi e ad aprirsi agli altri, grazie al senso di appartenenza e al clima di fraternità, di gioia, di rispetto e di fiducia che caratterizzano la comunità.
in particolare l'esperienza comunitaria insegna: il metodo democratico nell'assunzione e nell'esecuzione delle decisioni, tramite il coinvolgimento di tutti i membri della comunità; la conoscenza dei punti di vista altrui, il confronto con i propri, la ricerca di punti di vista comuni, alla luce dei valori della Legge e della Promessa; la progressiva assunzione di impegni e responsabilità attraverso il graduale sviluppo dei ruoli, degli incarichi e delle funzioni.
È opportuno che il numero dei ragazzi e/o delle ragazze nelle unità sia tale da consentire l‘instaurarsi di un reale legame di fratellanza e di un sentimento di appartenenza alla comunità e la verifica della progressione personale di tutti,


Vita COMUNITARIA

Art. 6. - La Comunità R/S, in quanto esperienza di gruppo, rappresenta un luogo privilegiato per l’adolescenza poiché, essendo il gruppo non l’insieme di individui ma l’insieme delle relazioni tra gli individui, esso ha in sé le potenzialità di rispondere a bisogni individuali. Bisogni che sono di appartenenza, di sicurezza, di stabilità, di auto-realizzazione di sé, di protezione, di dominio, di controllo, di amore, di riduzione di tensioni individuali e sociali, di autentica comunicazione.
In un clima che tende ad essere fraterno e attraverso una metodologia che è attenta a rispettare i tempi di crescita dei singoli, le Scolte e i Rover si impegnano ad attuare e verificare, con l’aiuto degli altri, un cammino di crescita che, pur essendo personale, cerca di essere adeguato al passo di tutta la Comunità, attento in particolare a chi fa più fatica. Il cammino della Comunità R/S porterà la Scolta e il Rover a prendere gradualmente coscienza di essere chiamati a far parte di una comunità più vasta: il richiamo alla fratellanza scout li condurrà a sentire di essere cellule viventi dell'intera Associazione, a condividerne il cammino portando ad essa il contributo delle proprie idee ed esperienze e ciò anche attraverso la partecipazione agli eventi e ai momenti di verifica e confronto che essa organizza per loro.
Le scelte della Comunità dovranno essere costantemente verificate con quelle di fondo dell'Associazione, in particolare per quanto riguarda l’attenzione alla persona, la valorizzazione della fiducia e del dialogo, il rifiuto esplicito della violenza. È durante l’incontro di questa Comunità che si attua l’esperienza ecclesiale dell'annuncio, della catechesi e della liturgia; la preparazione dei programmi e la verifica della loro realizzazione; la comunione di esperienze e problemi; l’ascolto e la correzione fraterna; l’approfondimento nel Capitolo di temi particolarmente importanti, la Strada e tutte le altre attività suggerite dal metodo della branca.
La Comunità per garantire dinamiche favorenti il confronto e l’arricchimento del gruppo, ma nel rispetto dell'espressione dei singoli e della loro progressione personale, deve essere costituita da un numero adeguato di partecipanti.
Pertanto la Comunità, sia di ridotta entità, così come troppo numerosa (sopra ai 25 membri), non può garantire la crescita né per sé, né per i singoli.

Art. 17 - VITA ALL’APERTO ED EDUCAZIONE AMBIENTALE
La vita all'aperto, prevalentemente in ambienti naturali ma anche alla scoperta delle città dell'uomo, è un ambito irrinunciabile in cui si attua la formazione scout,
Essa offre la possibilità di scoprire le relazioni che legano gli elementi di un ambiente, del ruolo che in esso è chiamato a giocare l'uomo e di riconoscere l'uomo stesso come parte di un unico disegno di Dio Creatore,
La vita all'aperto risponde al bisogno di avventura, insegna la semplicità e l'essenzialità, sviluppa il senso di solidarietà e mette alla prova la disponibilità all'aiuto reciproco, è luogo di esperienza delle tecniche scout. Il confronto con le difficoltà concrete, proprie del gioco avventuroso dello scautismo, dà la misura della propria povertà, ma anche delle possibilità di inserirsi positivamente nel proprio ambiente di vita.
Questa abitudine a scoprire e a stabilire relazioni costituisce una scuola attiva per una presa di coscienza della propria personale corresponsabilità nell'uso equilibrato delle risorse naturali e promuove comportamenti corretti orientati verso lo sviluppo sostenibile,

Vita ALL'APERTO

Art. 7. - Il contatto con la natura educa alla conoscenza dei problemi ambientali, al corretto uso delle risorse energetiche e naturali, alla responsabilità nei confronti della salvaguardia dell'ambiente anche per le generazioni future e all'attenzione ai problemi che la presenza dell'uomo può creare, favorendo scelte corrette nelle attività di vita all'aperto.


Art. 18 - EDUCAZIONE ALLA DIMENSIONE INTERNAZIONALE E ALLA PACE
L’educazione alla dimensione internazionale e alla pace è un aspetto essenziale della formazione scout, che si basa sulla stes-sa dimensione soprannazionale del Movimento e sul senso di fraternità mondiale dello scautismo e del guidismo, al di là di ogni differenza culturale, razziale, politica o religiosa.
Essa ha per scopo lo sviluppo di personalità aperte verso gli altri popoli e culture, dotate di spirito di collaborazione, in grado di comprendere i punti di vista delle altre persone e disposte al dialogo e al cambiamento.

Educazione ALLA DIMENSIONE INTERNAZIONALE E ALLA PACE
Art. 8. - La Comunità R/S sa di essere chiamata alla costruzione della pace. Per questo valorizza il sentimento di fraternità e la dimensione soprannazionale propri dello scautismo, proponendo esperienze con gruppi scout di altri Paesi e la partecipazione ad attività internazionali, nonché esperienze di solidarietà internazionale. Educa all'accettazione e valorizzazione delle diversità culturali, sociali, politiche, religiose dei popoli per meglio capire la vita e i valori del proprio e degli altri Paesi.
Educa alla non-violenza, convinta che questo è il migliore tipo di azione per arrivare alla eliminazione delle ingiustizie che sprono causa di conflitto. Per questo sviluppa con particolare impegno i contenuti e gli strumenti del Metodo scout ed è aperta alla collaborazione con persone e gruppi non violenti.


Art. 19 - PROMESSA. LEGGE. MOTTO
Le unità vivono la proposta dello scautismo nello spirito della Promessa, della Legge e del motto.

Art. 20 - PROMESSA
La Promessa costituisce l'adesione alla Legge scout e ai valori da essa espressi. Essa esprime l'appartenenza alla fraternità mondiale dello scautismo e del guidismo.
Nei successivi passaggi di branca essa non sarà rifatta ma piuttosto rinnovata per esprimere l'adesione alla nuova comunità di crescita.

Promessa

Art. 9. - La Promessa pronunciata in età R/S manifesta l’adesione allo scautismo e conclude la fase della conoscenza.
Promettere, o rinnovare la Promessa, è aderire ad uno stile di vita, scelto consapevolmente, che si esprime nel rispetto della Legge e nello spirito del motto.
In questo momento “forte” il Rover e la Scolta e la Comunità tutta sono stimolati alla riscoperta adulta e matura dei valori della Legge.


Eventuali particolari "norme di comportamento“ elaborate dalle unità non possono sostituire la Legge né confondersi con essa.

Legge

Art. 10. - Verificarsi rispetto alla Legge in età R/S è ripercorrere il proprio cammino scout rileggendone l’unitarietà. Sperimentando gli orienta-menti proposti dalla Legge, il Rover e la Scolta scoprono che questi possono diventare per loro gli orientamenti fondamentali sui quali costruire la propria strada verso la felicità, in cui il cammino del singolo è proteso al bene comune.

Art. 22 - MOTTO
Il motto dell'Associazione è "Sii preparato”.
Le branche hanno propri motti che, nella progressione del metodo, esprimono lo spirito della proposta scout.

Il MOTTO

Art. 11. - “Servire” è il motto della Comunità R/S ed esprime la convinzione che il vero modo di raggiungere la felicità è procurarla agli altri seguendo l’insegnamento di Gesù Cristo.


Art. 23 - LINGUAGGIO SIMBOLICO
Lo scautismo si avvale di un linguaggio prevalentemente simbolico che permette una comunicazione più libera e profonda, rendendo più agevole la trasmissione di messaggi, emozioni e sentimenti rispetto ad un linguaggio descrittivo,
- Il saluto scout (descritto nelle parti del regolamento relative alle branche) è il segno con cui tutti gli scout e le guide del mondo si riconoscono reciprocamente ed insieme ricorda l'impegno della Promessa.
- L'uniforme è un segno di appartenenza all‘Associazione ed alla fraternità mondiale dello scautismo e del guidismo. Inoltre è
segno di essenzialità, di semplicità, di praticità e di rinuncia a seguire mode.
L'uniforme è sempre indossata in ordine, corretta e completa.
- Le cerimonie scandiscono con parole, gesti e simboli adeguati l'intera vita dell'unità scout ed in particolare sottolineano l'im-
portanza e fanno memoria delle varie tappe del cammino di progressione personale dei ragazzi e delle ragazze,
Semplicità e solennità sono le caratteristiche di ogni cerimonia scout vissuta secondo il linguaggio proprio di ciascuna branca e la tradizione del gruppo e dell'unità.
Ogni cerimonia costituisce un impegno del singolo con se stesso, con i suoi capi e con l‘unità di cui fa parte e rafforza lo spirito di appartenenza alla comunità.

Linguaggio SIMBOLICO

Art. 12. - Il linguaggio simbolico in branca R/S si ispira prevalentemente al valore della Strada.
I tre momenti essenziali della progressione personale - come eventualmente altri momenti significativi - sono vissuti nella Comunità R/S nell'ambito di cerimonie che ne sottolineano il valore simbolico.
Nello sviluppo delle attività l’uso degli strumenti metodologici tipici della proposta della branca valorizza il linguaggio simbolico.

La Strada

Art. 13. - La Comunità R/S vive i suoi momenti più intensi in cammino. Infatti:
- camminare a lungo sulla Strada permette di conoscere, dominare e superare se stessi e dà il gusto dell'avventura;
- portare a lungo lo zaino e dormire sotto la tenda insegnano l’essenzialità e il senso della propria precarietà; fanno sperimentare, inoltre, situazioni di povertà, di solitudine e di lontananza proprie di tanti fratelli.

- camminare nella natura insegna a vedere le cose e se stessi come creature di Dio, fa immergere nell'ambiente originario di vita, rende maggiormente coscienti del proprio corpo, rispettosi e amici degli uomini, degli animali, delle piante, di tutto il creato; insegna a sentirsi responsabili del “giardino” nel quale Dio ha posto ciascuno, come custodi di beni dati in uso non in proprietà, dati per tutti non per pochi;
- camminare con gli altri e incontro agli altri insegna l’amicizia, la fraternità e la solidarietà;
- vivere la spiritualità della Strada permette di cogliere come tutte queste esperienze sono doni di Dio che aiutano ad arrivare a Lui.

La Comunità

A0. 14. - La Comunità aiuta ogni Rover e Scolta a scoprire e maturare la propria vocazione personale, a conoscere la realtà che li circonda ed a agire in essa. Perché questo avvenga è necessario che la Comunità dedichi del tempo alla propria crescita in modo che si crei un clima semplice, fraterno e di accoglienza dove anche le situazioni di conflitto sono vissute nel rispetto reciproco delle persone. La Comunità è un luogo dove tutti possono esprimersi, sperimentare concretamente la formazione, l’assunzione e la verifica di decisioni che riguardano tutti e di cui tutti i membri sono responsabili. Nella Comunità ognuno sa di poter contare sugli altri in qualsiasi momento e si vive in dimensione di ricerca, di disponibilità al cambiamento, volontà di impegnarsi. La Comunità è poi sempre attenta a non chiudersi, ma anzi ad aprire la Scolta ed il Rover verso gli altri ambienti in cui vivono; la famiglia, la scuola, gli amici, la parrocchia, l’ambiente di lavoro, il quartiere, il paese, il mondo intero.


Il Servizio

Art. 15. - L’educazione al Servizio deve essere graduale ed implicare per ogni Rover e Scolta un impegno gratuito e continuativo, a cui si è chiamati da altri, in cui si impara a donare con competenza, avendo saputo accogliere i bisogni di chi sta intorno.
Pur essendo svolto per gli altri e contribuendo quindi al cambiamento della realtà, il Servizio del Rover e della Scolta è innanzitutto mezzo di autoformazione e richiede verifiche ed attenzioni specifiche.
Il Servizio si svolge in diversi ambiti, associativi ed extrassociativi, anche se al di fuori del campo dell'educazione, ma privilegiando strutture ed ambienti dove sia possibile un rapporto con le persone ed una continuità compatibile con l’appartenenza alla Comunità.
Il Servizio è preceduto da un’analisi, si realizza attraverso la collaborazione con gli operatori nel territorio e con le istituzioni, è seguito da una verifica.
In tal modo è occasione preziosa per l’educazione alla politica e la formazione di una solida dimensione civica, aiutando il Rover e la Scolta a maturare la consapevolezza che il più grande bene personale è il bene di tutti e che il cambiamento avviene mediante l’impegno personale.
Il Rover e la Scolta si preparano al Servizio partecipando anche alle occasioni di qualificazione e confronto offerte dall'Associazione o da altri Enti in vista di una sempre maggiore competenza, di una testimonianza concreta e di una possibile prosecuzione della presenza in ambiti di volontariato dopo la Partenza.
E opportuno che le Scolte e i Rover facciano esperienza di diversi tipi di Servizio che offrano loro occasioni di arricchimento e di formazione nell'ambito del proprio cammino di progressione personale.
Tutte le alternative di Servizio proposte ai Rover e alle Scolte hanno pari dignità ed offrono analoghe possibilità di crescita personale, di verifica, di formazione tecnica e motivazionale.
In questo processo la Comunità R/S deve essere investita in modo esplicito dei criteri attraverso i quali la Comunità Capi ha individuato le priorità nei servizi così da consolidare, nel metodo prima ancora che nell'esperienza, la dimensione politica del Servizio.

La Comunità Capi si fa garante, verso l’ambiente esterno e verso il gruppo scout, della qualità e continuità del Servizio svolto dalla Comunità R/S.

Il SALUTO

Art. 16. - Il saluto richiama alla Scolta e al Rover i tre punti della propria Promessa. Si effettua con la mano destra, il pollice posto sul mignolo come simbolo di aiuto del più grande al più piccolo e tenendo le altre tre dita unite e distese.

Art. 24 - GIOCO
Lo spirito del gioco pervade tutta la vita dell'unità, coinvolgendo ragazzi e capi così da finalizzare ogni attività ad uno scopo appassionante e divertente.
Il gioco è il mezzo per caratterizzare tutte le attività in un clima di gioia, di fiducia e di lealtà verso gli altri e verso se stessi.
Il gioco consente al ragazzo e alla ragazza di vivere e conoscere la realtà, di esprimere se stesso, di sviluppare creativamente le proprie doti, di acquisire il senso del gratuito, di cogliere capacità e limiti personali, di comunicare e collaborare con gli altri.

Il GIOCO

Art. 17. - Il gioco è un elemento fondamentale per la coesione e la costruzione della Comunità R/S; occorre dargli uno spazio quotidiano, nello scandire i ritmi della Comunità.
Con le sue caratteristiche di spontaneità, gratuità, educazione al rispetto delle regole, espressione del singolo e della Comunità, ali-menta il piacere di stare insieme, migliora la partecipazione dei Rover e delle Scolte alla vita della Comunità, educa all'ottimismo, alla speranza, alla gioia di vivere.


Art. 25 - SCOUTING
Lo scouting è l’atteggiamento tipico della proposta scout: atteggiamento verso l'ignoto con il gusto di esplorare per andare oltre la frontiera.
I bambini, i ragazzi ed i giovani imparano facendo, privilegiando l'esperienza attraverso l‘esercizio continuo dell'osservazione, della deduzione e dell’azione. Questo atteggiamento si realizza prevalentemente attraverso l'acquisizione di abilità e di tecniche scout.


La FESTA E IL CANTO

Art. 18. - L’espressione di sé attraverso modalità diverse, come la festa, il canto, la danza, è un mezzo importante della metodologia scout. In questo modo la Comunità R/S sottolinea i suoi momenti più significativi sviluppa l’armonia attraverso il contributo originale di tutti.

La Route

Art. 19. - È il modo caratteristico di vivere il Roverismo-Scoltismo. Presuppone più giorni di cammino, il pernottamento in posti diversi e lontani fra loro, un'alimentazione sana e uno zaino essenziale e leggero, un percorso interessante e un tema di fondo che leghi i momenti dei vari giorni. Viene organizzata con cura, accettandone gli imprevisti. Attraverso l’esperienza della Route i Rover e le Scolte assaporano lo spirito della scoperta degli altri e delle cose, il gusto dell'avventura, del contatto con la natura vivendo le giornate con ritmi nuovi in semplicità ed essenzialità, nella tensione continua del superamento dei propri limiti.
Esistono altre forme di campi (di preghiera, di Servizio, di incontro con comunità, ecc.) che in particolari momenti rispondono meglio alle esigenze della Comunità.

Almeno una volta al mese, inoltre, il Clan o Fuoco e/o il Noviziato vivono l’esperienza dell'uscita.

Il Capitolo

Art. 20. - Il Capitolo è uno dei processi di conoscenza che permette di arrivare a giudizi di valore sui quali fondare le scelte di vita personali e della Comunità attraverso la metodologia del vedere-giudicare-agire.
Si distingue dalla semplice riunione a tema per lo specifico ruolo che deve essere assunto da ognuno nell'approfondire il tema scelto prima della discussione comune e per l’esigenza di concludersi con un’esplicita valutazione e concreta decisione di impegno personale e comunitario.
Il Capitolo prevede anche un momento di comunicazione e testimonianza all'esterno e un’esperienza di Servizio.
La Comunità sceglie con attenzione gli argomenti di fondo da trattare sotto forma di Capitolo durante l’anno.
Pur essendo attività più tipicamente rivolta al Clan, è utile che anche i Novizi e le Novizie siano coinvolti in alcune parti dei Capitoli di Clan.

La VEGLIA

Art. 21. - La veglia è un modo col quale la Comunità incontra altre persone e comunica ad esse le proprie riflessioni ed esperienze. Essa utilizza le più diverse tecniche espressive, non solo per arricchire i concetti da esporre, ma anche perché ogni membro della Comunità possa trovare il modo che più gli è congeniale per comunicare con gli altri.

L’impresa

Art. 22. - L’impresa è un’attività pratica limitata nel tempo ma intensa, che è insieme avventura, gioia di stare insieme e gusto della scoperta, nonché acquisizione di competenza.

E' strumento metodologico privilegiato del Noviziato.

L’hike
Art. 23. - L’hike è un momento di avventura vissuto dai Rover e dalle Scolte che da soli partono per una breve Route. Esso è un’occasione per apprezzare il clono di un tempo per riflettere con se stessi e pregare individualmente, dominare le proprie paure, sentire il bisogno e scoprire la gioia dell'incontro con l’altro sulla Strada. Viene vissuto in uno stile di severa essenzialità, nella dimensione di povertà.
I.’hike è prezioso momento di vita interiore, occasione per riflettere sul proprio “Punto della Strada”, per offrirne poi il risultato al confronto con i capi o con la Comunità.
Particolari esigenze della Comunità, delle persone o delle situazioni possono consigliare che tale esperienza venga effettuata a coppie, conservandone le caratteristiche essenziali.

Il CHALLENGE

Art. 24. - Il challenge è un incontro incentrato soprattutto su attività fisiche e tecniche dove predomina il senso della sfida con se stessi attraverso l’avventura e il gioco. In esso si sperimentano le proprie capacità e i propri limiti, si impara ad affrontare difficoltà impreviste, ad essere pronti, a non scoraggiarsi, e ci si prepara al Servizio.

Il DESERTO

Art. 25. - Il deserto è un’esperienza individuale di preghiera ed ascesi, uno spazio di ascolto e meditazione. È un momento che può essere proposto all'interno di altre attività di Comunità, di gruppo o durante l’hike.
L’esperienza di deserto è occasione significativa di maturazione spirituale in continuità con il cammino quotidiano di preghiera e di revisione di vita.


Art. 26 - COMUNITÀ E VITA Dl GRUPPO
La proposta di vita comunitaria dello scautismo si attua all’interno delle unità composte da ragazzi di età differenti, Ogni branca ha poi proprie strutture nelle quali essi vivono relazioni interpersonali tra di loro e con gli adulti diverse e proporzionate all’età e alle loro esigenze di crescita.
La scelta di adottare nel gruppo unità miste ovvero parallele spetta alla Comunità Capi avendo riguardo alle esigenze dell‘ambiente, alla disponibilità di capi e (per quanto concerne le unità miste) all'esistenza delle condizioni previste dal Regolamento - Organizzazione.

La Comunità R/S

Art. 26. - All’interno della stessa Comunità R/S si distinguono due momenti formativi: il primo comprende le Scolte e i Rover che hanno scelto di vivere nel Clan (o nel Fuoco, se composto da sole Scolte) la proposta del Roverismo-Scoltismo; il secondo comprende i Novizi e/o le Novizie che, nel Noviziato, sperimentano la proposta stessa.

Il Clan o Fuoco

Art. 27. - La vita del Clan o Fuoco è luogo e tempo di scelta, di fedeltà e di maggiore responsabilità verso di sé e verso la Comunità. Sollecita le persone a sviluppare un progetto personale di progressione, consente di esprimere e sperimentare insieme valori ed ideali che sono alla base della vita comunitaria, sostiene le Scolte e i Rover nelle loro esperienze di Servizio individuale.
La presenza nel Clan o Fuoco di giovani di diversa età crea le premesse migliori perché fra essi avvenga uno scambio di esperienze diverse.
Per facilitare questo nel Clan o Fuoco si possono costituire gruppi più piccoli, permanenti o temporanei, con persone di età diversa per realizzare specifici progetti previsti dal programma o svolgere determinati servizi all’interno della Comunità.

Il Noviziato

Art. 28. - Il Noviziato è il primo momento della branca R/S in cui i tre elementi del metodo (Strada, Comunità e Servizio) sono vissuti nella dimensione della scoperta e della preparazione e dura un anno. Eccezionalmente la Comunità Capi può valutare l’opportunità di variarne la durata. Queste soluzioni richiedono un impegno particolare ed un’attenzione maggiore da parte dei capi ai singoli ragazzi e ragazze ed alle loro esigenze specifiche.
Strada e Comunità costituiscono momenti forti delle attività e tutto ciò che viene proposto si concretizza in avventure, in incontri con gli altri, in occasioni per conoscere meglio se stessi e scoprire i propri limiti e le proprie potenzialità.
La riflessione sulle esperienze fatte e la conoscenza dei reali bisogni degli altri devono inoltre portare il Novizio e la Novizia a rispondere con la disponibilità ed il Servizio. Nel Noviziato, le esperienze di Servizio sono comunitarie o, se individuali, di breve durata, sotto la responsabilità dei capi.
Il Clan e il Noviziato prevedono specifiche attività in comune per garantire unità e continuità di proposta educativa e metodologica e per consentire al Clan di proporsi al Noviziato come Comunità educante, i cui gesti sono più significativi e credibili di ogni proposta verbale.

Il PROGRAMMA

Art. 29. - Nel Clan o Fuoco il programma deve tener conto delle indicazioni della Carta di Clan, deve avere un respiro pluriennale per utilizzare tutti gli elementi del metodo ed offrire così molteplici occasioni di crescita.
Il programma viene formulato rispettivamente dal Clan o Fuoco e dal Noviziato attraverso una partecipazione sempre più piena dei singoli Scolte, Rover e Novizi e Novizie.

La Carta Di Clan

Art. 30. - La Carta di Clan è strumento per la progressione della persona e della Comunità. È scritta e periodicamente rinnovata dal Clan o Fuoco, che rende così esplicite le proprie caratteristiche e tradizioni. Il Clan o Fuoco vi fissa le proprie riflessioni, nonché i valori che gli R/S si impegnano a testimoniare; stabilisce particolari ritmi della propria vita e si arricchisce progressivamente del risultato delle esperienze vissute dalla Comunità.
Essa viene presentata al Noviziato.
La Carta di Clan è uno dei punti di riferimento per la verifica della propria posizione nei momenti di “Punto della Strada”


Art. 27 - PROGRESSIONE PERSONALE: DEFINIZIONE
Si definisce progressione personale il processo pedagogico che consente lo sviluppo graduale e globale della persona, mediante l‘impegno ad identificare, sviluppare e realizzare le proprie potenzialità. Tale processo si attua attraverso una serie di esperienze concrete in rapporto ad obiettivi determinati, in questo modo la persona è stimolata a crescere ed a prenderne consapevolezza.

Progressione PERSONALE: DEFINIZIONE

Art. 31. - La progressione personale è il perno attorno al quale si costruisce l’itinerario formativo della persona, è il momento di messa a fuoco e di sintesi di tutte le esperienze vissute dentro e fuori lo scautismo.
L’esperienza scout non è la vita, ma è esemplare rispetto ad essi; suo scopo è di sfociare, di dissolversi nella vita concreta dell’uomo adulto, fatta di fede matura, di amore, di lavoro e di impegno sociale e politico.
Il modo di procedere appreso nell’esperienza di Comunità R/S diventa modello utile alla progettazione della vita anche dopo la Partenza.


Art. 28 - UNITARIETÀ E FINALITÀ DELLA PROGRESSIONE PERSONALE
La progressione personale del ragazzo e della ragazza è unitaria, cioè proposta e vissuta con continuità all'interno delle tre branche. Punto di riferimento dell'intero percorso è la Partenza, compimento dell'iter educativo proposto dall'Associazione. L‘uomo e la donna della Partenza, sono coloro che scelgono di giocare la propria vita secondo i valori proposti dallo scautismo, di voler essere uomini e donne che indirizzano la loro volontà e tutte le loro capacità verso quello che hanno compreso essere la verità e il bene, di annunciare e testimoniare il Vangelo, di voler essere membri vivi della Chiesa, di voler attuare un proprio impegno di servizio,
Questo cammino viene vissuto in una dimensione progettuale che si concretizza in uno stile di accoglienza, condivisione, fedeltà, essenzialità, partecipazione.
! Accoglienza è riconoscere la gratuità del dono della vita ed acquisire un atteggiamento di fiducia nei confronti della "chiamata", lasciarsi interrogare dalla molteplicità e diversità delle esperienze e ricondurle ad unità nella propria coscienza.
! Condivisione è essere attenti con costanza alla vita degli altri, al di là di ogni barriera religiosa, razziale, ideologica per realizzare itinerari comuni di liberazione dal male e dall'ingiustizia. È, ancora, coinvolgersi pienamente nella "relazione con l'altro“ assumendosi consapevolmente le proprie responsabilità.
! Fedeltà è vivere in modo coerente e costante i valori scelti ed i rapporti con le persone, superando superficialità e leggerezza, sapendo riprendere il cammino dopo un fallimento, Essere fedeli è assumere responsabilmente la ricchezza e la complessità del proprio progetto di vita.
! Essenzialità è scoprire ciò che è realmente importante nella vita, al di là del superfluo, contro ogni consumismo. È punto di partenza per l'elaborazione di una scala di valori in cui il servizio diventa criterio di valutazione delle decisioni personali.
! Partecipazione è sentirsi parte e impegnarsi nella vita civile ed ecclesiale superando atteggiamenti individualistici e privatistici e aprendosi alla dimensione pubblica e collettiva.


Finalità DELLA

PROGRESSIONE PERSONALE

Art. 32. - Tra i 20 e i 21 anni le Scolte e i Rover chiedono che i capi e l’Assistente Ecclesiastico del Clan o Fuoco riconoscano che per essi è giunto il momento di abbandonare il Clan o Fuoco ed attuare al di fuori della Comunità R/S le proprie scelte di vita, rispondendo in tal modo alla propria vocazione.
Termina così l’itinerario educativo proposto dallo scautismo e comincia quello di educazione permanente dell'adulto (assunzione piena della responsabilità).
La coerenza con le scelte di vita (quali ad esempio nell'ambito politico, nella fede, nel servizio) e l’acquisizione di un sufficiente livello di autonomia, vanno verificate con l’aiuto dei capi e della Comunità R/S sulla base di uno stile di vita, che sia confermato da scelte con-crete.
La Partenza della Scolta e del Rover è un’occasione di riflessione e di verifica per tutta la Comunità.
Per coloro che hanno fatto proprie le scelte valoriali proposte dallo scautismo questo momento riceve la denominazione di Partenza. Coloro che hanno fatto, invece, scelte diverse abbandonano il Clan circondati dalla fraternità di tutto il Clan/Fuoco con le modalità che volta per volta stabilisca la Comunità stessa.

Art. 29 - GRADUALITÀ DELLA PROGRESSIONE PERSONALE
La progressione personale è graduale: per ogni fascia di età la crescita e lo sviluppo della persona si attuano secondo momenti ricorrenti:
! dal momento della scoperta in cui si fa leva sul naturale desiderio di conoscere e affrontare nuove esperienze e situazioni;
! all'acquisizione di competenza che viene attraverso l‘approfondimento e l'interiorizzazione di quanto si è scoperto. Ciò significa sperimentare con serietà e impegno i propri talenti, scontrarsi con i propri limiti e, con l’aiuto del capo, accettarli e superarli;
! per giungere infine all'assunzione di responsabilità che significa saper rispondere con la competenza e lo stile acquisiti alle esigenze che si presentano giorno per giorno.
Queste fasi, riconosciute dalla pedagogia Agesci, vanno comprese nella loro interdipendenza e necessità: indicano i tre passaggi pedagogici essenziali che, per ogni proposta, i capi devono far vivere ai propri ragazzi attraverso la specifica metodologia di branca.

Progressione PERSONALE E gradualità

Art. 33. - La branca R/S propone ai giovani e alle giovani un cammino di crescita proporzionato alla maturità dei singoli.
Tale cammino richiede ai Rover e Scolte un impegno per mete concrete da raggiungere, un’attenta riflessione sulle esperienze vissute e sul proprio livello di autoeducazione, un confronto con la Comunità. Il singolo sottolinea questa sua progressione con alcune tappe significative che prendono il nome di “Salita al Noviziato”, “Firma dell'Impegno” e “Partenza”, nonché utilizzando gli eventi di progressione personale.

Salita ALLA Comunità R/S: IL Noviziato

Art. 34. - La Guida e l’Esploratore che lasciano il Reparto o il giovane proveniente dall'esterno entrano nella Comunità R/S accettando di sperimentare nel Noviziato la proposta del Roverismo/Scoltismo in una tensione alla disponibilità e al cambiamento.
Per il giovane sedicenne proveniente dall'esterno questo primo anno sarà anche il periodo opportuno per manifestare attraverso la “Promessa” la sua adesione allo scautismo.

Firma DELL'IMPEGNO

Art. 35. - Il Rover e la Scolta nel corso del primo anno di Clan o Fuoco manifestano la volontà di impegnarsi secondo le indicazioni espresse nella Carta di Clan, attraverso la Firma de ll'Impegno.
Questo avviene apponendo la propria firma alla Carta di Clan.
La firma coincide con l’assunzione di un effettivo impegno di condivisione all'interno del Clan o Fuoco.
La PARTENZA

Ar. 36. - La Partenza, i cui contenuti sono espressi nell'art. 28 interbranca, va maturata durante tutto il cammino in branca per aiutare il Rover e la Scolta a focalizzare le scelte per un futuro progetto di vita, riflettendo sul Servizio e sul suo ruolo di cittadino. Va utilizzato durante l’ultimo anno di Clan o Fuoco un periodo in cui il Rover e la Scolta abbia un rapporto privilegiato col capo e l’A.E., con un'attenzione alla preghiera personale, alla ricerca di momenti di solitudine (hike, deserto), alla lettura dei testi, alla riflessione, alla partecipazione a momenti di confronto con altri “partenti” e di formazione sociale, ecc.
Eventi DI PROGRESSIONE PERSONALE

Art. 37. - Gli “Eventi di progressione persona-le” sono occasioni che servono a riflettere, ad acquisire competenze, a migliorare il livello sia della consapevolezza delle scelte sia delle atti-vità su cui concretamente poggia quotidianamente ogni itinerario di progressione personale.
Hanno come obiettivo la crescita di ognuno dei partecipanti e delle Comunità R/S, al fine di essere più presenti ed incisive nel proprio ambiente, siano essi eventi a partecipazione
individuale o comunitaria. A seconda del tipo della finalità specifica, si distinguono in: campi tecnici per la competenza, campi di Servizio, campi di spiritualità e preghiera, campi di orientamento al Servizio associativo.
Essi propongono confronti e approfondimenti diversi, ma con un filo conduttore comune, in linea con gli itinerari educativi proposti dall'Associazione, attenti alla globalità della persona e si inseriscono nell'itinerario di fede della Scolta e del Rover.
Sono tutte occasioni di progressione personale distribuite nel corso della vita R/S per rispondere all'esigenza di momenti formativi specifici che non sempre è possibile concretizzare all'interno della propria Comunità: è necessario cercare anche fuori dal proprio ambito esperienze basate su un confronto
ampio e sull’acquisizione di nuove competenze.Questi eventi sono accomunati da un’attenzione all'educazione alla fede espressa attraverso momenti di preghiera comunitaria ed ecclesiale (ad esempio la Liturgia delle Ore). affinché l’esperienza costituisca realmente occasione di crescita, è importante che il Rover e la Scolta e le loro Comunità siano coinvolte prima e dopo l’evento. In particolare lo staff ha cura di questo coinvolgimento ed esprime suggerimenti per il cammino di maturazione di ciascun partecipante.
In allegato: Tipologia degli eventi di progressione personale a partecipazione individuale.

Art. 30 - GLOBALITÀ DELLA PROGRESSIONE PERSONALE
La progressione personale è globale; il ragazzo e la ragazza sono aiutati a crescere armonicamente in tutte le dimensioni della vita, nella presa di coscienza delle proprie potenzialità e nell'accettazione serena dei propri limiti.
Nelle dimensioni relazionali fondamentali della vita (con se stessi, con Dio, con gli altri, con il mondo) vanno individuati gli elementi che permettono di cogliere e concretizzare nel cammino di progressione personale la crescita della persona nella sua interezza.


Progressone PERSONALE E GLOBALITÀ

Art. 38. - Lungo il suo cammino di crescita, il ragazzo ha bisogno di essere aiutato a sviluppare tutte le sue capacità psichiche e fisiche, intellettuali e spirituali nelle quattro dimensioni fondamentali della sua vita:
- la relazione con se stesso, con il proprio corpo, con la propria storia, con le percezioni, i sentimenti, i pensieri che di volta in volta si vivono: in una parola con la propria interiorità;
- la relazione con Dio, il dialogo fra la creatura e il Creatore nella riflessione sulla Parola. nella preghiera e nei Sacramenti;
- la relazione con l’altro, nella famiglia, nella coppia, nei rapporti con gli amici, nella Comunità di riferimento;
- la relazione con il mondo, con l’ambiente, con il lavoro, con la società complessa nel suo vario articolarsi.
La progressione personale del Rover e della Scolta va allora pensata come percorso di progressione orientata in queste quattro dimensioni relazionali.

Strumenti DI PROGRESSIONE PERSONALE

Art. 39. - Per raggiungere questo scopo i capi propongono al giovane di effettuare il Punto della Strada che rappresenta un momento di sosta in cui egli fa il punto della situazione, si orienta e riparte verso l’obiettivo.
Il Punto della Strada si sviluppa in quattro fasi:
- fase della coscienza, in cui il giovane mette a fuoco il cammino compiuto e si rende consapevole del suo modo di essere e di relazionarsi con se stesso, con Dio, con gli altri e con il mondo;
- fase del confronto, in cui il giovane verifica se stesso e il proprio cammino con la Parola di Dio, la Legge, la Carta di Clan, di fronte alla Comunità e ai capi;
- fase del progetto, nella quale il giovane fissa (o rifissa) gli obiettivi di progressione personale a cui puntare;
- fase del programma, dove il giovane individua gli impegni concreti e verificabili che si assume di fronte alla Comunità.
I Punti della Strada devono affermare insieme la loro esemplarità e limitatezza, essere semplici e gestibili dal giovane, essere percepiti come momenti di vera progressione, essere occasioni di confronto, proporre esplicitamente l’orientamento alla Partenza, porsi come perno attorno al quale si organizza la consapevolezza della propria identità attraverso le esperienze vissute dentro e fuori lo scautismo.
Il “Punto della Strada”, che può tipicamente riproporsi in due - tre momenti nell'arco dell'anno, può essere realizzato con diverse modalità, privilegiando la dimensione comunitaria ed arricchendosi attraverso il confronto con i capi e l’assistente.
I Punti della Strada possono coincidere con i momenti della tradizione della branca (Salita al Noviziato, Firma dell'Impegno, Partenza), i momenti forti della vita di Comunità (Route, conclusione di Capitoli, verifica finale del Servizio...), in occasione della partecipazione ad eventi di progressione personale o comunque significativi per il giovane.

Art. 31 - PROGRESSIONE PERSONALE E RAPPORTO CAPO-RAGAZZO
Nell'ambito della progressione personale il ruolo del capo è quello di accompagnare ogni ragazzo e ragazza in tutto il suo cammino di crescita, senza sostituirsi nelle scelte e nelle esperienze, aiutandoli ad individuare le mete educative. Per questo motivo il capo stabilisce con ciascun ragazzo un rapporto di fiducia reciproca tramite un dialogo personale, utilizzando un linguaggio adatto: le mete devono essere impegnative, ma raggiungibili,


Rapporto CAPO-RAGAZZO/A

Art. 40. - Il capo promuove un rapporto personale di reciproca fiducia, di attenzione, di disponibilità e di amicizia con le Scolte e i Rover, nella ricerca di un equilibrio fra il ruolo dell'adulto e l’autonomia dei ragazzi per favorirne la loro responsabilizzazione. Questa relazione si attua attraverso il dialo-go e la condivisione delle esperienze, il "fare insieme”.
Il capo, inoltre, stimola il ragazzo alla valutazione di sé davanti al gruppo o al singolo capo, senza essere condizionato nelle risposte e nei nuovi obiettivi da porsi.
Attraverso i colloqui personali il Rover e la Scolta vengono aiutati a riordinare le idee, a ridimensionare le difficoltà, a rivedere gli obiettivi e a rivalutare i risultati raggiunti cosicché, da questa rilettura critica, possano scaturire nuove mete di crescita per il ragazzo.
Il capo è consapevole dell'importanza della coerenza dei propri comportamenti perché i giovani e le giovani vedano concretamente testimoniati i valori nelle scelte personali degli adulti.


Art. 32 - PROGRESSIONE PERSONALE E RUOLO DELLA COMUNITÀ DI UNITÀ
La Comunità di unità svolge un ruolo fondamentale nella progressione personale: essa esercita la funzione di strumento educativo che aiuta i singoli a maturare la propria vocazione personale, a conoscere la realtà che li circonda e ad agire in essa, a scoprire che si cresce non solo con il proprio impegno ma anche con l'aiuto degli altri. La Comunità vive al suo interno una verticalità effettiva, cioè l’integrazione positiva di età, livelli di maturazione ed esperienza diversi.
Affinché tutto questo si realizzi la Comunità vive un clima sereno, semplice e fraterno, valorizzando la presenza e la ricchezza di ciascuno



Progressione PERSONALE RUOLO DELLA Comunità

Art. 41. - La Comunità, tendendo a creare un clima fraterno e sereno ed attraverso l’integrazione positiva dei diversi livelli di espe-rienza e maturazione dei singoli, permette l’adeguato confronto e correzione fraterna, aiuta ciascun Rover e Scolta a individuare la propria vocazione, a verificare il cammino percorso e il raggiungimento degli obiettivi prefissati, a definire i nuovi orientamenti. Il singolo deve porre particolare attenzione affinché il suo cammino personale di crescita sia di arricchimento, in rispetto di quello compiuto dalla Comunità.


Art. 33 - VERIFICA DELLA PROGRESSIONE PERSONALE
La verifica è un aspetto fondamentale della progressione personale e consiste nel riesame del tratto di cammino percorso e nel confronto con gli obiettivi prefissati. Ciascuno valuta criticamente, in dialogo con se stesso, con i capi e con la Comunità il proprio impegno e comportamento. La verifica riguarda le motivazioni, lo sforzo impiegato ed i risultati ottenuti e permette di progettare i cambiamenti necessari.


PROGRESSIONE PERSONALE E VERIFICA

Art. 42. - La verifica della progressione personale è un momento di lettura in positivo del cammino fatto.
Questi momenti di verifica sono parte integrante delle attività stesse.
Il Rover e la Scolta verificano il proprio cammino e scelgono futuri obiettivi in riferimento alla Carta di Clan che, essendo un documento della Comunità, è anche specchio del singolo, e alla Legge.

Art. 34 - PROGRESSIONE PERSONALE E PASSAGGI IN BRANCA
La progressione personale assume particolare rilievo nei momenti di passaggio da una unità all'altra. I capi valorizzano le competenze acquisite da ciascuno partendo da queste per proseguire il cammino educativo.
Ogni ingresso in una nuova unità prevede un periodo che assicura a ciascuno un tempo adeguato di scoperta in cui può ambientarsi, capire le regole del gioco, individuare precisamente che cosa gli è richiesto.
Questo tempo si conclude con la pronuncia della Promessa nelle branche L/C e E/G e con la Firma dell'Impegno nella branca R/S.


Progressione PERSONALE E PASSAGGI DI BRANCA

Art. 43. - Il passaggio dal Reparto segna il cambiamento ad altro tipo di responsabilità: da quella verso la squadriglia a quella verso se stessi, verso le proprie scelte con una valorizzazione dell'identità personale (inizio della fase della scoperta).
Pertanto, le specialità e le competenze acquisite in branca E/G vengono valorizzate e messe al servizio della Comunità e del prossimo.

Art. 35 - CAPO EDUCATORE
Il capo è un adulto che contribuisce alla crescita di ciascuno e della Comunità, nella quale vive nello spirito del fratello maggiore, testimoniando i valori scout con il proprio esempio.
Il capo fornisce ai ragazzi e alle ragazze - in un clima di reciproca fiducia - mezzi e occasioni concrete per vivere i valori dello scautisrno e per comprendere sempre più profondarnente i significati delle esperienze vissute.
Il capo ha la capacità di ascolto e di osservazione del ragazzo e della ragazza e ne conosce gli ambiti di vita (primo fra tutti la famiglia) con cui sono necessari dei contatti frequenti e che possono essere parzialmente coinvolti nella definizione degli obiettivi concreti della progressione personale.
Al fine di consentire ai ragazzi e alle ragazze un cammino di progressione personale sereno all'interno del gruppo la Comunità Capi ha il compito di garantire l'unitarietà e la coerenza del cammino stesso, aiutando i singoli capi a coordinare i propri interventi. Per garantire un‘adeguata continuità è importante che ogni capo unità assicuri la permanenza alla guida dell'unità per almeno tre anni.



Capo EDUCATORE

Art. 44. - I capi e gli Assistenti Ecclesiastici fanno integralmente parte della Comunità R/S, vivendone i vari momenti e problemi, pur nella diversità dei ruoli rispetto a quelli dei Novizi e delle Novizie, delle Scolte e dei Rover.
Il capo si rapporta con il giovane e la giovane attraverso il confronto ed un rapporto personale di fiducia, di attenzione, di disponibilità e di promozione dell'autoeducazione. Questa relazione si attua attraverso il dialogo, ma anche attraverso la condivisione delle esperienze.
Diventa importante, in branca R/S, sviluppare l’uso di tecniche di animazione adatte all'età.

Staff DI UNITÀ
Art. 45. - Poiché il Noviziato e il Clan o Fuoco sono due momenti di un’unica proposta, i capi e gli Assistenti Ecclesiastici del Noviziato e del Clan o Fuoco formano un unico staff, affinché le attività, spesso separate, siano in armonia con le finalità della Comunità R/S.

Allegato

Tipologia e gestione degli eventi di progres-sione personale a partecipazione individuale.
La gestione degli eventi è affidata a capi esperti di branca R/S. Per i suoi particolari obiettivi, la ROSEA a è condotta da uno staff interbranca, con capi campo esperti di branca R/S.
Di norma i capi evento vengono individuati dai referenti nazionali di ciascun evento tra i capi esperti di branca R/S, avvalendosi eventualmente della collaborazione di referenti regionali o altri collaboratori a livello locale e vengono nominati dagli Incaricati Nazionali al Metodo; nel caso che l’organizzazione dell'evento sia regionale, la stessa struttura regionale è responsabile dell'individuazione dei capi evento.

I Campi di specializzazione (Competenza).
I “Campi di specializzazione” sono rivolti a Rover e Scolte di primo e secondo anno di branca.
Lo scopo è quello di sviluppare la competenza per poterla mettere poi al servizio degli altri.
Tendono a privilegiare l’attività manuale, a stimolare la capacità di produrre e non di consumare, a sollecitare l’abitudine di riflettere sul proprio agire.

I Campi Ora et Labora (Riflessione su...).
I Campi “Ora et Labora” sono rivolti a Rover e Scolte di primo e secondo anno di Comunità R/S. Attraverso la fatica del lavoro manuale, il clima gioioso, l’intenso contatto con Dio vivendo la preghiera sia singola che comunitaria, si vuole far vivere ai ragazzi un’esperienza di forte condivisione e di profonda riflessione introspettiva.

I Cantieri (Servizio nel territorio).
I “Cantieri” sono rivolti a Rover e Scolte dal secondo anno di Comunità R/S in poi.
Hanno lo scopo di approfondire le motivazioni alla scelta di servizio all'uomo, di scoprire le valenze politiche di un servizio nel territorio, attraverso sia un’intensa vita di fede, sia la concreta condivisione della vita nelle realtà preesistenti e qualiîicate presso cui si svolgono.

I Campi Bibbia (Scoperta della Bibbia e approfondimento della Parola).
I “Campi Bibbia” sono rivolti a Rover e Scolte dal terzo anno di Comunità R/S in poi e a giovani esterni all'Associazione di pari età. Hanno l’obiettivo di far maturare una crescita nella fede e una maggiore conoscenza della Bibbia tramite la presenza di un biblista, la vita comunitaria incentrata sulla Bibbia stessa, vissuta e giocata secondo lo stile scout.

Le Giornate “Giovani a Confronto” (spiritualità e approfondimento culturale).
Le Giornate “Giovani a Confronto” sono rivolte a Rover e Scolte dal quarto anno di Comunità R/S in poi e a giovani esterni all'Associazione di pari età.
Sono un’occasione di incontro tra giovani di diverse provenienze e appartenenze attraverso una riflessione biblica e un confronto culturale su tematiche di attualità sulle quali costruire la propria “Partenza”.
Momenti centrali delle giornate sono gli incontri con persone particolarmente preparate che mettono a disposizione dei partecipanti la loro competenza ed esperienza.

La Route d’Orientamento al Servizio Educativo in Associazione - ROSEA.
La ROSEA è rivolta a Rover e Scolte dal terzo anno di Comunità R/S in poi.
La ROSEA è un evento di orientamento al Servizio, con specifico riferimento al servizio educativo in Agesci. La presentazione dell'Associazione e del servizio in essa permette al Rover ed alla Scolta:
- di vivere una forte esperienza di sintesi del cammino scout percorso;
- di valutare la possibilità, nell'ottica della Partenza, di scegliere l’Agesci come uno dei luoghi possibili di servizio.

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